Il simbolo per antonomasia del legame tra gli sposi sono le fedi; bisogna sceglierle con molta attenzione, gusto ed ergonomia.

Per gli egizi portare un anello all’anulare sinistro, dito nel quale c’è la vena che conduce al cuore, significava legare l’altro a sè garantendo la sua fedeltà. I Romani, per suggellare l’unione, usavano scambiare fedi in ferro; mentre nel Medioevo lo sposo indossava ben tre anelli all’anulare della sposa.

Ancora oggi le fedi hanno un significato profondo. La scelta ricade tra le infinite proposte del mercato o addirittura farle progettare su misura da un designer. Nelle gioiellerie c’è l’imbarazzo della scelta: dalla francesina alla fede moderna in oro bianco o platino che può essere impreziosita con un diamante incastonato. Ma anche le tradizioni e le zone geografiche influenzano la scelta delle fedi: la fede mantovana piatta e satinata, la fede etrusca decorata con scritte beneauguranti e la fede sarda lavorata a pizzo. In base alla vostra quotidianità potete scegliere i più svariati metalli o leghe; insomma non c’è una vera e propria regola, è solo questione di gusto.

Fondamentali però rimangono le incisioni all’interno dell’anello, su cui va riportata la data e i nomi degli sposi. Secondo il galateo le fedi dovrebbero essere acquistate dallo sposo, ma ormai è frequente che siano i testimoni o un parente ad esprimere il desiderio di donare agli sposi. In generale si utilizza un piccolo portafedi, come se fosse un mini-cuscino, bianco, quadrato, rettangolare o a forma di cuore…potete acquistarlo già pronto o farlo realizzare nell’atelier in cui avete scelto il vestito, approfittando per realizzarlo in coordinato. La consuetudine vuole che le fedi vengano portate all’altare da un bambino/a, mi raccomando legatele bene!



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