Categoria: Articoli fotografia di famiglia

Servizio fotografico bambini smash the cake Lecce

Il compleanno del tuo bambino sarà diverso!

Questo articolo è per annunciarti una grande novità, una New Entry tra i servizi fotografici che propongo.

Se mi segui (e se non lo fai te lo dico adesso), sai che ho intrapreso il percorso di specializzazione in fotografia per bambini e di questo me ne vanto, in quanto sono fiducioso che concentrandosi al massimo si possano mantenere alti gli standard nel tempo. Il servizio Smash The Cake, letteralmente “distruggi la torta” viene eseguito (solitamente e non per legge 😂 ) al compimento del primo anno di vita, quello che definisco sempre il più incredibile e irripetibile anno che una famiglia possa mai vivere.
Tecnicamente si tratta di scattare fotografie mentre il vostro piccolo interagisce con questa montagna di panna, e di solito a quel punto se ne vedono delle belle. Si pensa infatti che i bimbi si precipitino ad affondare le mani nella crema e nella panna, ma le reazioni spesso sono molto diverse. E molto più divertenti!

Il tutto verrà concluso con un bel bagnetto!

Servizio fotografico bambini smash the cake Lecce

Per questo ho deciso di introdurre ufficialmente lo Smash The cake all’interno dei servizi che propongo.

E se tuo figlio è più grande?

Niente paura , se stai pensando che il tuo bimbo sia troppo grande per questo, sappi che i servizi Smash The Cake non si effettuano solo per il compimento del primo anno, ma anche in quelli successivi.

Certo, se stai pensando di regalarlo a tuo figlio come dono di laurea magari parliamone perché potrebbe non essere il regalo più adatto per lui 😂, tuttavia se il tuo bimbo è sufficientemente piccolo da poterci regalare emozioni vedendolo interagire con una torta pannosa e cremosa…cosa stai aspettando?

 

Senza contare che è ottimo come idea regalo, immagina la gioia negli occhi dei genitori ricevendo un regalo di così alto valore, che non si deteriorerà mai e poi mai nella vita.

Regalare ricordi è sempre una scelta elegante, ricordalo.

Bando alle ciance, se ti è piaciuta questa grande novità oppure hai domande specifiche (tipo “chi porta la torta” “come laveremo la creatura?“) ecc. ecc., fammelo sapere rispondendo a questa email, sarei ben felice di dirti tutto per benino.

 

-> Guarda lo Smash cake di Virginia

Servizio fotografico neonato Lecce

La percezione del prezzo

Quando un prodotto o un servizio può essere considerato ‘caro’ e quando, invece, possiamo definirlo ‘costoso’? Sapete, la domanda è meno banale di ciò che possa sembrare, perché dietro di essa si cela una riflessione che è giusto provare a fare insieme. Procediamo con calma, ok?

 

Un bene, sia esso un oggetto, un viaggio o qualcosa di meno tangibile come una consulenza, ha un valore di mercato che, salvo spiacevoli o fortunate eccezioni, è proporzionale alla sua qualità. Ciò significa che è costoso nel momento in cui richieda una spesa considerevole. Viceversa, il bene in vendita è caro nel momento in cui presenta un prezzo superiore rispetto a quello che noi percepiamo come adeguato.

 

Fatta questa scocciante premessa, smetto di fare il professorino e vado dritto al nocciolo della questione: le cose di valore devono essere pagate il giusto. E lo sapete perché? Perché è proprio il costo che siamo chiamati ad affrontare che ci dà delle garanzie: un servizio di qualità, efficiente, erogato da comprovati professionisti garantisce un risultato finale all’altezza delle aspettative. ‘Costoso’, in questo senso, diventa un termine con un’accezione positiva.

 

Per fare un esempio semplicissimo, anche se credo che non ne abbiate bisogno: 60 euro sarebbe un prezzo caro se noi stessimo acquistando una cena in un fast food, ma sarebbe ‘solo’ costoso se pagato ad un ristorante di pesce di prima qualità.

Tutti noi siamo consumatori, anche chi possiede una propria attività privata e ogni giorno ragiona sulla legge della domanda e dell’offerta. In quanto consumatori, dovremmo allenarci a non confondere più le parole ‘caro’ e ‘costoso’ e abituarci a cogliere, sempre, il senso dei due aggettivi, per utilizzarli nel modo corretto.

 

Dunque, quando vi trovate a pensare o a sostenere ad alta voce: “Cavolo, questa cosa è cara!”, provate a fermarvi un attimo e a domandarvi se è davvero così, se l’oggetto è davvero troppo impegnativo rispetto al suo valore. Ecco, valore è un’altra parola che mi piace. Chiedetevi se il bene che state valutando di acquistare sia di valore, se offra una serie di vantaggi e di garanzie di qualità che ne giustificano la richiesta. Chiedetevi quali materiali richiede la sua realizzazione, quali competenze sono messe in campo, quanto tempo occorra per svilupparlo, che tipo di attrezzature. E alla fine, fatevi di nuovo la domanda iniziale: il costo richiesto è davvero eccessivo?

 

Ok, ma dove voglio arrivare? Beh, io sono un fotografo specializzato nella fotografia newborn e di gravidanze. Per offrire questo servizio sono passato attraverso una serie di studi, corsi, esercitazioni ed esperimenti privati. Ci ho messo tempo, tantissimo tempo, per arrivare al punto di sentirmi pronto a offrire un servizio così specializzato. Non si tratta solo di curare la tecnica, ma anche di comprendere una serie di dettagli del lavoro, che poi dettagli non sono affatto. Ad esempio, sapete come porsi nei confronti del piccolo? Come metterlo a proprio agio? La temperatura giusta dell’ambiente per assicurare il suo benessere? O ancora, come ci si comporta quando si vuole fotografare un piccoletto mentre dorme? Come ci si pone con i genitori, che di certo non sono professionisti del set e hanno bisogno di essere guidati e aiutati a rilassarsi? 

 

Ve lo dico sinceramente: per quanto un professionista possa essere abile e intuitivo, non conoscerà mai le risposte a questi quesiti se prima non ha affrontato un percorso di formazione adatto. Ed è per questo che torno al tema iniziale: quanto vale un servizio fotografico così?

 

E poi non è solo quello: io non voglio solo scattare foto di qualità, belle. Il mio intento è quello di catturare i momenti. Perché ci sono momenti che non si possono replicare, che escono fuori spontanei, istintivi, dall’interazione straordinaria tra il bambino e i suoi genitori. Attimi in cui il piccolo dorme con una posa beata, in cui sbadiglia buffamente, in cui una smorfia lo caratterizza in maniera straordinaria. Cerco di imprimere il momento e di restituirlo nella sua essenza, di raccontare la vostra storia attraverso il vocabolario straordinario dell’istantanea.

Servizio fotografico bambino Lecce

Il valore delle recensioni

Scegliere con consapevolezza

Le recensioni sono importanti, molto importanti! Quando valutate il professionista a cui rivolgervi, a cosa date importanza? Al prezzo, certo. E poi, a cos’altro? Il suo portfolio, l’esperienza… Ma soprattutto, le testimonianze degli altri clienti

Spesso, questa risorsa preziosissima per i consumatori non viene sfruttata a dovere. La colpa è anche della nostra cultura italica, da sempre condizionata dalla paura di venire fregati. E va a finire che diffidiamo persino delle recensioni degli utenti, ovvero dai pareri espressi da gente esattamente come noi, che ha testato con mano l’affidabilità del professionista. Ho ragione? Non ditemi che non avete mai pensato: “Mmmh, quelle sono false”.

Nulla di più sbagliato! I professionisti seri sono anche coloro che curano i rapporti con i propri clienti, che badano a renderli sempre soddisfatti e che, non c’è nulla di male, a fine il lavoro li invitano a rilasciare una loro opinione sul servizio ricevuto.

Insomma, non riesco a immaginare nulla di più attendibile: nessuno può esprimere un’opinione credibile quanto chi ha materialmente usufruito di una prestazione. Mi sembra la cosa più logica del mondo!

Nei Paesi del Nord Europa, ad esempio, la recensione è considerata un bene preziosissimo offerto agli utenti per farsi un’idea dei professionisti che hanno di fronte. Nessuno si abbandona a riflessioni complottiste né urla all’imbroglio: le testimonianze devono essere sfruttate, valorizzate, prese in considerazione.

Le testimonianze non si limitano a esprimere un giudizio su un professionista, ma parlano di lui, di come ragiona, di come opera, delle sue peculiarità, dei suoi tratti caratteriali. Sono riflessioni autentiche, spontanee e naturali, che raffigurano le sensazioni vere, le considerazioni, i punti di vista. Ciò che viene raccontato in una recensione non potrete mai trovarlo in un’etichetta del prodotto, in una reclame o in un video aziendale!

Per questo motivo, dovete sempre prestare estrema attenzione ad aziende e professionisti che non presentano in bella vista, sul sito e nelle proprie pagine social, la sezione dedicata alle recensioni: sarà che avranno qualcosa da nascondere?

Alla luce di ciò, io tengo a precisare che è mia premura richiedere sempre un feedback ai miei clienti. Ritengo che sia una dimostrazione di limpidezza e un’occasione per capire in cosa migliorarmi.

Il mio obiettivo è di realizzare servizi fotografici sempre migliori e per farlo diventa imprescindibile comprendere come ragionano i miei clienti, che cosa si aspettano, come migliorare l’esperienza che propongo a chi mi sceglie.

Un professionista serio non filtra le recensioni più lusinghiere, ma fa in modo che l’utente interessato possa leggerle tutte, quelle che lo esaltano e quelle che lo affossano. Comportarsi diversamente significa dimostrare uno scarso senso etico e fa venire meno il rapporto fiduciario tra committente e professionista, elemento fondamentale delle testimonianze.

Potete trovare facilmente le mie recensioni (sulla mia pagina Facebook QUI oppure direttamente sul mio sito). Credo che sia un atteggiamento adatto a trasmettervi affidabilità, credibilità, trasparenza.

Insomma, non faccio altro che ribadire un concetto che conoscete già alla perfezione: non scegliete in modo casuale! Usate il passaparola, rivolgetevi ad amici e parenti che hanno già acquistato il servizio, contattate su Facebook gli autori delle recensioni, se ne avete voglia. Basta che non prendete decisioni con la benda sugli occhi. Non fatevi condizionare da una pubblicità accattivante o da un sito web ben fatto!

Quindi, se state pensando di acquistare un servizio fotografico, potete dare un’occhiata ai miei lavori e scoprire cosa dicono di me QUI (bambini) oppure QUI (neonati). Venite a conoscermi, studiatemi, vi aspetto!

Marco Verri fotografia newborn

Quanto costa un servizio fotografico newborn? Meno di quello che pensi!

Quanto sareste disposti a spendere per un servizio fotografico professionale del tuo splendido neonato? Prima di rispondere a questa domanda, però, vorrei che ci pensaste bene… Sapete perché? Perché potete pagarlo molto meno di quello che credete o addirittura non pagarlo per nulla.

No, non vi sto promettendo un servizio newborn gratuito, ma sono qui per darvi un suggerimento:

Quante persone sono venute a casa vostra da quando è nato il piccoletto? Decine, vero? E che cosa vi hanno portato in dono: ciucciotti, bavette e giochini che non serviranno prima dei 10 mesi? Ora provate a immaginare se tutti quei doni, dolcissimi, certo, ma poco funzionali, venissero sostituiti da un regalo cumulativo, che toglie amici e parenti dall’imbarazzo della scelta e voi da quello di dover fingere felicità quando lo scartate. Fate sparire tutto e immaginate, invece, che vi regalino un servizio fotografico per rendere eterni i primi giorni di vita della vostra meraviglia. Non sarebbe un’alternativa più auspicabile?

La nascita di un bambino è un evento unico, che attira a sé l’attenzione di tutti i nostri cari. Chi non vorrebbe far parte di un racconto fotografico così significativo? I primi giorni di vita del tuo piccolo devono essere impressi nella memoria! Proprio per questo puoi acquistare uno dei miei servizi fotografici per noenato in modo estremamente pratico e, soprattutto, economico.

Nel concreto, vincete tutti: voi genitori, che ricevete in dono qualcosa di magico: immortalare per sempre i primi, straordinari giorni di vita del vostro neonato; e tutti i vostri amici e parenti, che non correranno il rischio di acquistare cianfrusaglie inutili e senza cognizione di causa. Il tutto, senza trascurare il vantaggio di non avere repliche di tutine con gli anatroccoli in giro per la casa.

Come potete fare, vi starete chiedendo. Fatevi furbi! Potete, per cominciare, condividere questo articolo o direttamente la pagina del servizio sul mio sito. Io, però, personalmente opterei per un approccio più diretto: ditelo apertamente! Che c’è di male a indirizzare i vostri amati verso un dono che farà felici tutti?

Servizio fotografico neonato Lecce

Ecco perché dovresti fotografare il tuo neonato

Il tempo conosce una sola direzione: in avanti. I primi giorni del tuo bambino, quelli immediatamente successivi a quando arriva a casa dopo il parto, sono straordinari! In quei giorni, il neonato regala espressioni, movimenti e comportamenti che lo caratterizzano, ma solo per pochissime settimane. 

Velocemente, molto velocemente, il neonato cresce, giorno dopo giorno appare sempre diverso, fisicamente e nel comportamento. Così, fotografare il bimbo nei suoi primissimi giorni di vita diventa una vera e propria necessità, l’unico modo per non far scivolare nel dimenticatoio attimi che non torneranno mai più.

Nulla come la fotografia è capace di catturare il momento. E insieme ad esso, le emozioni che lo contraddistinguono. Una foto non imprime per sempre solo l’immagine, ma anche e soprattutto tutto lo spettro di sensazioni che proviamo in quel momento. Pur senza muoversi, una foto appare ai nostri occhi come qualcosa di dinamico, che si muove: le immagini

Partiamo dalle basi: la fotografia è un’immagine statica. Non si muove.

Questo vuol dire che ogni fotografia rappresenta qualcosa di fermo, all’apparenza privo di sviluppo e di movimento. Eppure non è così. Eppure, ai nostri occhi di genitori, di parenti del piccolino, di amici, quella istantanea si muove, porta con sé il ricordo di ciò che viene prima e di ciò che viene dopo. Cammina, scorre, fluisce. La fotografia rende immortale la felicità del piccolino mentre sorride, la sua serenità mentre dorme, il suo disagio mentre piange. E sono tutte emozioni belle, autentiche. Soprattutto, sono tutte emozioni che fanno parte della storia non solo del neonato, ma di tutta la famiglia e, in quanto tali, devono essere custodite.

Perché fotografare il vostro piccolino appena nato? Beh, diciamocelo, uno dei doveri dei genitori è quello di mettere in imbarazzo i propri figli. Non si può essere genitori degni di quel ruolo se non ci dotiamo di un set di strumenti utili a creare disagio al proprio figlio quando sarà adulto: “Ehi, ehi, guardate qui come era grazioso con addosso il pigiamino a pallini!” E guardalo qui, mentre fa il bagnetto!” O ancora: “Uhhh, qui è mentre allatta e dorme nello stesso momento!” E ora immaginate questi siparietti mentre siete intenti a mostrare l’album di famiglia alla nuova fidanzatina di vostro figlio o mentre i suoi amici del liceo sono passati a trovarlo a casa. Non potete esimervi da questo dovere, ne va della vostra credibilità di genitori!

 

Ok, però ora torniamo seri, perché sto cercando di farvi capire perché non potete fare a meno di fotografare il vostro piccolo nei suoi primi giorni di vita.

Ve l’ho detto: i neonati cambiano con una velocità pazzesca. Le fotografie sono il modo migliore di rivivere e immagazzinare i suoi cambiamenti.

Presto, senza neppure che ve ne rendiate conto, il vostro piccolino sarà diventato ragazzo, poi uomo o donna. Ed è proprio in quel momento che diventa facile capire quanto siano importanti i ricordi che possediamo. Proprio in quei momenti in cui il passato è diventato distante, sentiamo il bisogno di legarci ad esso, di riportarlo in vita, di riviverlo, in qualche modo. In quei momenti di dolce e amara malinconia, saremo davvero felici di aver pensato per tempo a come non perdere i ricordi di quei giorni. Come eravate giovani, come era piccolo lui. Che periodo speciale della vostra vita, è bello poterlo ricordare in questo modo, grazie al racconto per immagini che avete scelto di realizzare.

 

Ve l’ho detto, no? Le fotografie sono statiche, ma si muovono quando le osserviamo. Una fotografia ferma il tempo in un preciso istante, per poi tornare a muoversi quando la riprendiamo in mano.

C’è poi un aspetto che non va trascurato e che ha a che fare con le nuove evoluzioni imposte dalla logica del digitale: abbiamo smesso di stampare fotografie o ne stampiamo sempre meno.

Quando ne parlo, le persone reagiscono tutte allo stesso modo: “Eh sì, hai proprio ragione! Prima le stampavo di continuo, ora invece ho tutto sul pc, ma non mi capita mai di andare a riguardare le vecchie foto. Prima, con la pellicola, era diverso.

E in effetti è proprio così: abbiamo smesso di stampare le nostre foto, diamo per scontato di averle a nostra disposizione quando vogliamo, ma ce ne dimentichiamo. E poi magari finiamo col perdere lo smartphone che le conserva, l’hard disk si rompe, smarriamo le password del cloud… E pouf! Addio foto. Addio ad anni e anni di ricordi preziosi. Ho approfondito questo tema in un articolo che trovi qui,

 

Quindi, siete pronti a salvaguardare i ricordi speciali dei primi giorni del piccolo? Affidatevi a un professionista e cliccate qui!

Servizio fotografico bambino Lecce

L’importanza delle competenze specialistiche

Mai come in questi tempi, sono tantissimi i professionisti o presunti tali che si propongono per lavorare nel mercato dedicato alla primissima infanzia. Ma quanti di loro possiedono le competenze e la preparazione adeguati?

Il settore infanzia richiede conoscenze e capacità specifiche: non tutti i fotografi possono praticare la fotografia per neonati. E sapete il motivo? Io e tutti i miei colleghi specializzati nella fotografia newborn abbiamo praticato corsi di formazione, studiato, conosciuto maestri della disciplina e dopo, solo dopo, abbiamo avviato le nostre attività dedicate a neonati (e ciò vale anche per i servizi gravidanza).

E ora voglio parlarvi esattamente di questo: dell’importanza della specializzazione!

 

Il tabaccaio sotto casa vi ripara la lavastoviglie?

 

Oggi sembra aver preso piede in modo netto la tendenza ad arrangiarsi: la gente si improvvisa in attività che non le competono. Intendiamoci, trovo encomiabile lo slancio di volontà che dimostrano, ma solo quello. Io la vedo in modo diverso: ognuno di noi ha un proprio percorso professionale, si specializza e si prepara per erogare i servizi per cui ha studiato e si è preparato. Ed è per questo che arrivano a presentare certi tipi di costi. Poi ci sono quelli che giocano in modo sleale, che abbassano il prezzo, che stravolgono le logiche di mercato, lo saturano… Per poi offrire servizi inadeguati, non all’altezza delle aspettative. Il che è anche prevedibile: dietro un costo insolitamente conveniente c’è quasi (?) sempre la fregatura!

Per diventare fotografi newborn o per l’infanzia non basta inserire questo tipo di servizio sul biglietto da visita. E non sono sufficienti neppure anni e anni di esperienza nella fotografia: avere a che fare con bambini è tutta un’altra faccenda e bisogna formarsi per poterlo fare!

Per il mio lavoro, sono alle prese con bambini piccolissimi costantemente: ho la fortuna di tenerli in braccio, di coccolarli, di metterli in posa. Amo ciò che faccio e ho investito tempo ed energie per imparare l’arte della fotografia per l’infanzia. Se non avessi preso parte a corsi, seminari, confronti con professionisti affermati, oggi non sarei in grado di fare ciò che faccio. E queste, fidatevi, non sono cose che si imparano semplicemente sul campo.

 

Vi faccio un esempio di cosa significhi conoscere il mestiere:

Per rilassare un bambino neonato, una delle tecniche più efficaci consiste nell’accarezzarlo utilizzando l’aria calda di una stufa elettrica. 

Ok, sai a che distanza arriva il getto di pipì di un maschietto di pochi giorni? Circa 40 centimetri. Ora vi starete chiedendo: e con ciò? 

 

Il punto è questo: se il getto della pipì finisse in contatto con la resistenza della stufa usata per riscaldare il piccolo, le conseguenze sarebbero pericolosissime! Ora, io non mi sono messo certo a prendere le misure del getto del piccolino, so queste cose perché le ho studiate. Avete capito cosa intendo? E questo è solo uno delle decine di esempi che potrei sottoporvi.

 

– HAI MAI VISTO QUESTA FOTO? –

@Annegeddes

 

Questo è uno scatto della straordinaria Anne Geddes, che negli anni ‘90 inaugurò la corrente fotografica degli scatti per bambini e famiglie. L’artista, anche se lavorava solo per sé e non per dei committenti, ha ispirato il mondo intero e dato il via all’usanza di realizzare servizi fotografici per bambini piccolissimi.

Quello scatto è stato copiato da centinaia di fotografi in giro per il mondo. Molte repliche sono grossolane, prive di consapevolezza artistica e, soprattutto, realizzate in situazioni di rischio! E sapete perché? Esatto, perché sono state realizzate da non professionisti.

Ad esempio, il vaso deve essere di plastica resistente e non di vetro. Viceversa, il bimbo verrebbe esposto ad una situazione di pericolo assolutamente da evitare! Noi del mestiere sappiamo bene come si allestisce un set fotografico in sicurezza assoluta per il piccolissimo modello.

Il genitore tante cose non può saperle, ma il professionista deve saperle. Sta a voi pretendere che il servizio per il vostro pargoletto venga gestito nel modo più cauto e sicuro possibile. La certezza ve la può dare solo chi sa quello che fa, chi ha seguito un percorso di studi e solo al termine del quale ha avviato la propria attività. Io vi ho avvisato, poi fate voi!

marco verri fotografo bambini

Lo studio fotografico

Devo dirlo, ho fortemente cercato e voluto uno studio fotografico con uno spazio da adibire a sala posa.

Per come la vedo io, è un requisito fondamentale che deve avere uno studio adibito alla fotografia di famiglia/bambini (e più al ritratto in genere), lo scopo è la serenità. Se parliamo di fotografia per neonati infatti si può ben immaginare quanto sia delicata la faccenda, quanto sia importante essere assolutamente certi che durante il servizio non entri nessuno.

Lo studio è un ambiente intimo, in cui se entri tu non entra nessun altro.

Quando parlo di specializzazione intendo anche questo, garantire al cliente un’esperienza rilassata.

Entrati nella mia sala posa, la prima cosa che incontri è il fasciatoio per cambiare i neonati, i materiali per i set, cesti e tanto altro. Poco più in la c’è il camerino. 

Il mio studio si evolve nel tempo e, nonostante abbia avviato l’attività da poco, ha cambiato faccia più volte. È oggi una sorta di fusione tra “negozio” e “studio professionale“, cosa non sempre semplice da gestire ma estremamente efficace.

  

Il mio studio di trova in corso Cavour 46A, a Melendugno.

Tel. 3406133712

email: info@marcoverri.it

Marco Verri fotografia neonato

Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?

Almeno una volta a ciascuno di noi, sarà capitato di aver perso i files delle fotografie “gelosamente” custodite su un hard disk o chiavetta usb a caso e senza nessuno scrupolo.

Durante gli ultimi anni, quelli in cui vivo di fotografia per intenderci, il mio mondo si è rivoluzionato, ho studiato tanto e imparato molte cose, la maggior parte delle quali non c’entrano nulla con la “foto o la luce perfetta”, che sono di “contorno”alla mia professione ma che, pensa te, occupano l’80% del mio tempo.

Il premio per l’aspetto che più mi ha creato problemi va sicuramente alla creazione del listino. Ah il listino! Bestia nera credo di qualunque professionista che offra servizi non così facilmente prezzabili e per i quali stabilire il corretto prezzo non è affatto semplice.

In questo articolo oggi voglio spiegarti meglio per quale motivo nel mio sono quasi sempre presenti le stampe.

Ti anticipo subito che non è una questione economica, la gestione di un album per il fotografo è scomoda perché:

  • Porta via molto tempo. Impaginazione, scelta dei dettagli con il cliente, gestione ordini e consegna.
  • In tutte queste fasi è possibile compiere un errore, e indovina a chi rimane sul groppone il tuo album?
  • Alza i prezzi. E’ ovvio, il cliente deve sostenere il costo della stampa e rilegatura dell’album.
  • Alza il fatturato. Questo aspetto è spesso trascurato, ma per chi, per motivi di inquadramento fiscale ha limiti di fatturato, a fine anno gli album rappresentano una bella fetta che per di più non è stata fonte di guadagno per il fotografo, se non in parte.

Tuttavia, l’album è presente in quasi tutte le soluzioni che offro, e i motivi sono più di uno.

 

Rivoluzionario

Non perché sia un prodotto nuovo, ma perché copre esigenze che avrai anche in futuro. Il tuo servizio fotografico va visto come un investimento a lungo termine e non per pubblicare due foto su Facebook il giorno dopo. È un lavoro che dovrai consegnare ai tuoi figli per mostrargli come la sua famiglia era in passato.

Sicuro

In quest’ottica la chiavetta digitale non è certo la scelta più intelligente perché è un supporto facilmente deteriorabile, senza contare che tra vent’anni la porta USB sarà un ricordo sfumato come per noi lo è il Walkman e le vecchie musicassette, puoi immaginare (ammesso che tu la abbia ancora) cosa te ne potrai fare della chiavetta?

È un paracadute

Sparo, in ordine casuale tutte le frasi che ho sentito in questi anni circa la perdita dati:

  • Oddio, mio marito non è tanto pratico con il computer e non so cosa abbia fatto, ma le tue foto non ci sono più! Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Credevo di averle salvate in ufficio ma proprio non trovo più quella cartella, mia moglie mi ucciderà…Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Guarda…sono entrati i ladri in casa mia e mi hanno rubato il portatile con anni di foto, persino quelle del matrimonio…sono disperata. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Non capisco…fino a ieri la chiavetta funzionava..adesso mi dice “memoria disco corrotta, si prega di formattare il supporto”. Hai idea di cosa sia successo? Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • E niente…la tempesta dell’altro ieri mi ha bruciato l’hard disk esterno che avevo comprato apposta, irrecuperabile. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Il cane passando si è impigliato nel filo di alimentazione del mio Hard Disk facendolo cadere, adesso fa un rumore strano e non riesco ad accedervi. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Aiutooooooo!

 

Faccio notare che tutto quanto scritto sopra non è frutto di fantasia quanto di esperienze vissute e di fatti accaduti realmente nella mia breve carriera di fotografo.

Però aspetta, non ho finito, ho un sassolino nella scarpa che mi devo togliere da un paio di anni.

Il migliori sono i papà che mi dicono “ma stai tranquillo che io non le perdo di sicuro” quasi a leggere nei loro occhi “ma per chi mi hai preso?” Ok….

Ma alla fine, il mio mestiere non è convincervi a tutti i costi che il modo migliore che avete di custodire i vostri ricordi è di uscire dalla digitalizzazione, il mio compito da professionista è quello di mettervi a conoscenza dei rischi che vi prendete nel non farlo, e di lasciare a voi la scelta definitiva.

Sai perché spesso l’album è visto come un prodotto noioso? Perché viene associato a quello di matrimonio che, storicamente, nessuno sfoglia mai più di tanto e viene ritenuto, nel tempo, una spesa che si poteva evitare.

Beh, io ti posso assicurare che l’album di tuo figlio lo consumerai a forza di guardarlo, lo guarderai tu e lo farai guardare a forza ad amici e parenti perché li dentro ci sono le immagini del tuo bambino, e nulla varrà di più al mondo per te.

Sia chiaro, l’album non è l’unico prodotto al mondo in grado di offrirti tutto questo, in genere qualunque prodotto stampato, se di qualità, svolge le stesse funzioni dell’album. Diciamo che per quello che si fa nel mio studio è il contenitore più comodo e pratico e per questo motivo è diventato il punto di forza dei miei pacchetti e ti assicuro nessuno mi ha mai detto di essersi pentito di averlo portato a casa.

 

Io spero vivamente di essermi spiegato come si deve e averti fatto capire che cosa davvero significa acquistare un servizio fotografico per il tuo bambino e quale dovrebbe essere l’approccio corretto. Comprendo comunque che a volte ci siano limiti di budget che ci fanno preferire alcune strade piuttosto di altre e non è mio compito giudicare le tue scelte, ho solamente voluto darti qualche strumento utile per valutare al meglio la cosa in modo globale.

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"Come scegliere il vostro fotografo di famiglia"

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Marco Verri fotografia di gravidanza

Cara mamma, credi di essere l’unica a disagio davanti all’obiettivo?

Sicuramente credi che ci sia imbarazzo da parte tua nel farti fotografare seminuda oppure nuda? Niente di più vero ma anche di sbagliato! Perchè oltre al tuo, c’è anche (in forma diversa certo, certo) il mio. 

Quando ho intrapreso la strada del ritratto immaginavo già che mi sarei trovato ad “affrontare” la questione nudo. Anche se devo ammettere che, a parte chi sceglie di rimanere vestita, ho potuto verificare che una donna in dolce attesa è stimolata e propensa a farsi fotografare anche senza o con pochi veli; vuoi per la particolare unicità del momento, vuoi perché forse un po’ “educata” dalla tendenza.

 

Il mio primo servizio fotografico di gravidanza in studio mi ha dato tanto da tribolare, soprattutto riguardo al come approcciare l’argomento; ma ricordo bene che è stato tutto molto naturale sia da parte mia che da parte della mamma.  Ma riflettendoci, e come soprattutto mi hanno fatto notare spesso e volentieri, “Ma scusa non è come se mi vedessi al mare?”. Giusto. Giusto approccio e fine delle tribolazioni. Sicuramente nei primi tempi chiaramente c’è stato dell’imbarazzo di base da parte mia, in quanto approccio veramente ai primi servizi di fotografia di gravidanza, in quanto proprio primi approcci.

 

Ma si sa, a volte le paure sembrano più grandi di quello che realmente sono.

 

Chiaramente tempo prima fotografavo macchine, go-kart, calcio ed eventi di cronaca, però l’intraprendere il ritratto fotografico (perchè di fotografia di ritratto si tratta) è stato meno traumatico rispetto a come me lo immaginavo, in quanto ti porta ad avere un approccio molto più intimo con chi si ha di fronte.

Quello che voglio farti capire è che oltre alle fotografie SUPER WOW sui siti e sulle pagine dei fotografi professionisti che ritraggono mamme in forma smagliante, esiste la magnifica normalità di una donna incinta, fatta mille trasformazioni (gambe gonfie, chili di troppo e chi più ne ha ne metta) che a prima vista potresti pensare che hanno poco a che vedere con un servizio fotografico. Dico a prima vista perchè l’errore più diffuso è valutare un lavoro dall’aspetto estetico e non da quello emotivo. Ed è proprio il valore emozionale ciò che dovrebbe spingere una famiglia a realizzare le proprie immagini di gravidanza.

Quello che spiego ai clienti è che l’album realizzato oggi, prima o poi passerà in mano proprio al tuo figlio che ora porti in grembo, verrà sfogliato dai vostri figli e loro in quelle foto vedranno la loro mamma in uno dei momenti più coinvolgenti della loro vita, leggeranno quelle foto privi di critica analitica. Con gli occhi di un figlio.

Questo probabilmente è uno degli aspetti fondamentali della fotografia di gravidanza, sicuramente quel motivo che fa cambiare idea alle persone che spesso si trascurano e si sottostimano per un qualsiasi motivo.

Essendo fotografo di professione è chiaro avrei piacere di essere io a realizzare il tuo servizio di gravidanza perché in studio da me cerco di rendere il tutto esteticamente perfetto, ma quello che mi sento di dirti qualunque sia la tua scelta, è di non perdere l’occasione di scattarti qualche fotografia della tua pancia, non per vanità, non per postarla su Facebook o Instagram ma fallo per tuo figlio, fallo per tramandargli qualcosa.

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Marco Verri fotografia neonato

I primi giorni non torneranno mai

Ecco perché fotografare il vostro neonato nei primi giorni di vita.

Faccio spesso fatica a spiegare ai miei clienti la necessità di fotografare un bimbo appena nato nei suoi primissimi giorni di vita, diciamo tra i 7 e i 12 giorni dalla nascita. Ci sono tantissime ragioni in realtà e hanno a che fare con aspetti tecnici, ma anche di natura estetica ed emozionale.

Un servizio fotografico per neonati si svolge quasi tutto mentre il piccolino dorme. Capite da voi che lavorare in queste condizioni impone di dover applicare alcune accortezze, di gestire il lavoro in modo diverso da come faremmo, ad esempio, sul set di un servizio di moda.

Perché le foto mentre il piccolo dorme?

In realtà, la risposta a questa domanda sta tutta nel risultato finale: credetemi – e se non volete farlo, potrete giudicare voi stessi – le foto che ritraggono uno scricciolo di pochi giorni mentre dorme sono di una tenerezza sconvolgente! Mi capita spesso di realizzare scatti in serie allo stesso piccolo soggetto e poi, quando rivedo le immagini, non posso fare a meno di notare quanto siano più dolci ed emozionanti quelle in cui il neonato dorme.

 

Per prepararsi a un set fotografico simile, però, c’è tutto un lavoro di preparazione che non potete neppure immaginare: la stanza deve essere riscaldata nel modo più idoneo (evitando eccessi di caldo e di freddo per le esigenze del piccolo); i rumori devono essere gestiti nel modo giusto: e no! Non serve il silenzio assoluto. I neonati devono stare in ambienti sereni, ma prediligono spazi in cui il silenzio non è totale; d’altronde, hanno vissuto per nove mesi nel ventre materno, non crederete mica che quello sia un ambiente fonoisolato, no?

 

Ok, ma perché occorre fotografare il piccolo PROPRIO durante i suoi primi giorni di vita? Ora vi do un po’ di ragioni:

 

QUANTO DORMONO!

Durante i primi giorni di vita, un neonato dorme circa 20 ore al giorno: quale momento migliore per realizzare quelle magnifiche foto in cui sogna come un angioletto!

 

QUESTIONE DI POSTURA

Io ritraggo i piccolini sempre in pose naturali. Ciò che appare in foto è l’esatta riproduzione di come il bimbo si muove, si accomoda, si stende. Trascorsi i primi giorni, però, quelle splendide pose protagoniste del servizio fotografico vengono rese impossibili dalle trasformazioni della muscolatura del neonato, che da lì a pochi giorni perde di flessibilità. A quel punto, alcune posizioni diventano assolutamente sconsigliabili da riproporre artificiosamente. Il bimbo assume peso, cresce e si irrigidisce: il che è bellissimo, ma abbiamo perso la possibilità di ritrarlo nelle posizioni tipiche del neonato. Non è un peccato?

 

 

E POI SPUNTA L’ACNE

Mi scuso in anticipo per il pippone scientifico: i bambini appena nati  hanno difficoltà a metabolizzare gli ormoni androgeni trasmessi dalla madre. Infatti, questi stimolano le ghiandole sebacee che, a loro volta, reagiscono creando dei puntini sulla pelle, una sorta di acne che, tranquilli, sparisce nell’arco di breve tempo. Noi però non vogliamo certo che questi foruncoli appaiano nel nostro servizio fotografico, giusto? E allora, la soluzione è anticipare il servizio a prima della loro comparsa!

 

…E LA CROSTA LATTEA

Altro inestetismo è la crosta lattea, un’eruzione cutanea che si manifesta sotto forma di crosticine che ricoprono il derma del bambino. Come con l’acne, esse insorgono entro i primi 4-5 mesi ed il modo perfetto di evitarle è… non darle il tempo di apparire!

 

PER NON PARLARE DELLE COLICHE

Come noterete da voi, i neonati tendono, nei primi giorni di vita, a soffrire di coliche. I fastidiosi crampetti tengono sveglio il piccolino, lo disturbano, gli provocano pianti e disagi. In quelle condizioni, sottoporre il bimbo a un servizio fotografico sarebbe fonte di stress che nessuno di noi ha intenzione di procurargli. Anche qui, considerando che esse possono iniziare a manifestarsi dalla seconda settimana di vita, il segreto è anticipare il servizio!

 

Beh, direi che vi ho offerto diverse argomentazioni per convincervi di quanto sia importante che il servizio fotografico del neonato sia realizzato nei suoi primi giorni di vita. Ne va della qualità delle foto, ma soprattutto della tranquillità del piccolino! Il servizio sarà un ricordo da custodire per sempre ed è giusto che sia realizzato al meglio delle nostre e vostre possibilità!


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