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Marco Verri fotografia neonato

Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?

Almeno una volta a ciascuno di noi, sarà capitato di aver perso i files delle fotografie “gelosamente” custodite su un hard disk o chiavetta usb a caso e senza nessuno scrupolo.

Durante gli ultimi anni, quelli in cui vivo di fotografia per intenderci, il mio mondo si è rivoluzionato, ho studiato tanto e imparato molte cose, la maggior parte delle quali non c’entrano nulla con la “foto o la luce perfetta”, che sono di “contorno”alla mia professione ma che, pensa te, occupano l’80% del mio tempo.

Il premio per l’aspetto che più mi ha creato problemi va sicuramente alla creazione del listino. Ah il listino! Bestia nera credo di qualunque professionista che offra servizi non così facilmente prezzabili e per i quali stabilire il corretto prezzo non è affatto semplice.

In questo articolo oggi voglio spiegarti meglio per quale motivo nel mio sono quasi sempre presenti le stampe.

Ti anticipo subito che non è una questione economica, la gestione di un album per il fotografo è scomoda perché:

  • Porta via molto tempo. Impaginazione, scelta dei dettagli con il cliente, gestione ordini e consegna.
  • In tutte queste fasi è possibile compiere un errore, e indovina a chi rimane sul groppone il tuo album?
  • Alza i prezzi. E’ ovvio, il cliente deve sostenere il costo della stampa e rilegatura dell’album.
  • Alza il fatturato. Questo aspetto è spesso trascurato, ma per chi, per motivi di inquadramento fiscale ha limiti di fatturato, a fine anno gli album rappresentano una bella fetta che per di più non è stata fonte di guadagno per il fotografo, se non in parte.

Tuttavia, l’album è presente in quasi tutte le soluzioni che offro, e i motivi sono più di uno.

 

Rivoluzionario

Non perché sia un prodotto nuovo, ma perché copre esigenze che avrai anche in futuro. Il tuo servizio fotografico va visto come un investimento a lungo termine e non per pubblicare due foto su Facebook il giorno dopo. È un lavoro che dovrai consegnare ai tuoi figli per mostrargli come la sua famiglia era in passato.

Sicuro

In quest’ottica la chiavetta digitale non è certo la scelta più intelligente perché è un supporto facilmente deteriorabile, senza contare che tra vent’anni la porta USB sarà un ricordo sfumato come per noi lo è il Walkman e le vecchie musicassette, puoi immaginare (ammesso che tu la abbia ancora) cosa te ne potrai fare della chiavetta?

È un paracadute

Sparo, in ordine casuale tutte le frasi che ho sentito in questi anni circa la perdita dati:

  • Oddio, mio marito non è tanto pratico con il computer e non so cosa abbia fatto, ma le tue foto non ci sono più! Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Credevo di averle salvate in ufficio ma proprio non trovo più quella cartella, mia moglie mi ucciderà…Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Guarda…sono entrati i ladri in casa mia e mi hanno rubato il portatile con anni di foto, persino quelle del matrimonio…sono disperata. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Non capisco…fino a ieri la chiavetta funzionava..adesso mi dice “memoria disco corrotta, si prega di formattare il supporto”. Hai idea di cosa sia successo? Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • E niente…la tempesta dell’altro ieri mi ha bruciato l’hard disk esterno che avevo comprato apposta, irrecuperabile. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Il cane passando si è impigliato nel filo di alimentazione del mio Hard Disk facendolo cadere, adesso fa un rumore strano e non riesco ad accedervi. Aiuto, ho perso tutto! Tu le hai ancora?
  • Aiutooooooo!

 

Faccio notare che tutto quanto scritto sopra non è frutto di fantasia quanto di esperienze vissute e di fatti accaduti realmente nella mia breve carriera di fotografo.

Però aspetta, non ho finito, ho un sassolino nella scarpa che mi devo togliere da un paio di anni.

Il migliori sono i papà che mi dicono “ma stai tranquillo che io non le perdo di sicuro” quasi a leggere nei loro occhi “ma per chi mi hai preso?” Ok….

Ma alla fine, il mio mestiere non è convincervi a tutti i costi che il modo migliore che avete di custodire i vostri ricordi è di uscire dalla digitalizzazione, il mio compito da professionista è quello di mettervi a conoscenza dei rischi che vi prendete nel non farlo, e di lasciare a voi la scelta definitiva.

Sai perché spesso l’album è visto come un prodotto noioso? Perché viene associato a quello di matrimonio che, storicamente, nessuno sfoglia mai più di tanto e viene ritenuto, nel tempo, una spesa che si poteva evitare.

Beh, io ti posso assicurare che l’album di tuo figlio lo consumerai a forza di guardarlo, lo guarderai tu e lo farai guardare a forza ad amici e parenti perché li dentro ci sono le immagini del tuo bambino, e nulla varrà di più al mondo per te.

Sia chiaro, l’album non è l’unico prodotto al mondo in grado di offrirti tutto questo, in genere qualunque prodotto stampato, se di qualità, svolge le stesse funzioni dell’album. Diciamo che per quello che si fa nel mio studio è il contenitore più comodo e pratico e per questo motivo è diventato il punto di forza dei miei pacchetti e ti assicuro nessuno mi ha mai detto di essersi pentito di averlo portato a casa.

 

Io spero vivamente di essermi spiegato come si deve e averti fatto capire che cosa davvero significa acquistare un servizio fotografico per il tuo bambino e quale dovrebbe essere l’approccio corretto. Comprendo comunque che a volte ci siano limiti di budget che ci fanno preferire alcune strade piuttosto di altre e non è mio compito giudicare le tue scelte, ho solamente voluto darti qualche strumento utile per valutare al meglio la cosa in modo globale.

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Marco Verri fotografia di gravidanza

Cara mamma, credi di essere l’unica a disagio davanti all’obiettivo?

Sicuramente credi che ci sia imbarazzo da parte tua nel farti fotografare seminuda oppure nuda? Niente di più vero ma anche di sbagliato! Perchè oltre al tuo, c’è anche (in forma diversa certo, certo) il mio. 

Quando ho intrapreso la strada del ritratto immaginavo già che mi sarei trovato ad “affrontare” la questione nudo. Anche se devo ammettere che, a parte chi sceglie di rimanere vestita, ho potuto verificare che una donna in dolce attesa è stimolata e propensa a farsi fotografare anche senza o con pochi veli; vuoi per la particolare unicità del momento, vuoi perché forse un po’ “educata” dalla tendenza.

 

Il mio primo servizio fotografico di gravidanza in studio mi ha dato tanto da tribolare, soprattutto riguardo al come approcciare l’argomento; ma ricordo bene che è stato tutto molto naturale sia da parte mia che da parte della mamma.  Ma riflettendoci, e come soprattutto mi hanno fatto notare spesso e volentieri, “Ma scusa non è come se mi vedessi al mare?”. Giusto. Giusto approccio e fine delle tribolazioni. Sicuramente nei primi tempi chiaramente c’è stato dell’imbarazzo di base da parte mia, in quanto approccio veramente ai primi servizi di fotografia di gravidanza, in quanto proprio primi approcci.

 

Ma si sa, a volte le paure sembrano più grandi di quello che realmente sono.

 

Chiaramente tempo prima fotografavo macchine, go-kart, calcio ed eventi di cronaca, però l’intraprendere il ritratto fotografico (perchè di fotografia di ritratto si tratta) è stato meno traumatico rispetto a come me lo immaginavo, in quanto ti porta ad avere un approccio molto più intimo con chi si ha di fronte.

Quello che voglio farti capire è che oltre alle fotografie SUPER WOW sui siti e sulle pagine dei fotografi professionisti che ritraggono mamme in forma smagliante, esiste la magnifica normalità di una donna incinta, fatta mille trasformazioni (gambe gonfie, chili di troppo e chi più ne ha ne metta) che a prima vista potresti pensare che hanno poco a che vedere con un servizio fotografico. Dico a prima vista perchè l’errore più diffuso è valutare un lavoro dall’aspetto estetico e non da quello emotivo. Ed è proprio il valore emozionale ciò che dovrebbe spingere una famiglia a realizzare le proprie immagini di gravidanza.

Quello che spiego ai clienti è che l’album realizzato oggi, prima o poi passerà in mano proprio al tuo figlio che ora porti in grembo, verrà sfogliato dai vostri figli e loro in quelle foto vedranno la loro mamma in uno dei momenti più coinvolgenti della loro vita, leggeranno quelle foto privi di critica analitica. Con gli occhi di un figlio.

Questo probabilmente è uno degli aspetti fondamentali della fotografia di gravidanza, sicuramente quel motivo che fa cambiare idea alle persone che spesso si trascurano e si sottostimano per un qualsiasi motivo.

Essendo fotografo di professione è chiaro avrei piacere di essere io a realizzare il tuo servizio di gravidanza perché in studio da me cerco di rendere il tutto esteticamente perfetto, ma quello che mi sento di dirti qualunque sia la tua scelta, è di non perdere l’occasione di scattarti qualche fotografia della tua pancia, non per vanità, non per postarla su Facebook o Instagram ma fallo per tuo figlio, fallo per tramandargli qualcosa.

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Marco Verri fotografia neonato

I primi giorni non torneranno mai

Ecco perché fotografare il vostro neonato nei primi giorni di vita.

Faccio spesso fatica a spiegare ai miei clienti la necessità di fotografare un bimbo appena nato nei suoi primissimi giorni di vita, diciamo tra i 7 e i 12 giorni dalla nascita. Ci sono tantissime ragioni in realtà e hanno a che fare con aspetti tecnici, ma anche di natura estetica ed emozionale.

Un servizio fotografico per neonati si svolge quasi tutto mentre il piccolino dorme. Capite da voi che lavorare in queste condizioni impone di dover applicare alcune accortezze, di gestire il lavoro in modo diverso da come faremmo, ad esempio, sul set di un servizio di moda.

Perché le foto mentre il piccolo dorme?

In realtà, la risposta a questa domanda sta tutta nel risultato finale: credetemi – e se non volete farlo, potrete giudicare voi stessi – le foto che ritraggono uno scricciolo di pochi giorni mentre dorme sono di una tenerezza sconvolgente! Mi capita spesso di realizzare scatti in serie allo stesso piccolo soggetto e poi, quando rivedo le immagini, non posso fare a meno di notare quanto siano più dolci ed emozionanti quelle in cui il neonato dorme.

 

Per prepararsi a un set fotografico simile, però, c’è tutto un lavoro di preparazione che non potete neppure immaginare: la stanza deve essere riscaldata nel modo più idoneo (evitando eccessi di caldo e di freddo per le esigenze del piccolo); i rumori devono essere gestiti nel modo giusto: e no! Non serve il silenzio assoluto. I neonati devono stare in ambienti sereni, ma prediligono spazi in cui il silenzio non è totale; d’altronde, hanno vissuto per nove mesi nel ventre materno, non crederete mica che quello sia un ambiente fonoisolato, no?

 

Ok, ma perché occorre fotografare il piccolo PROPRIO durante i suoi primi giorni di vita? Ora vi do un po’ di ragioni:

 

QUANTO DORMONO!

Durante i primi giorni di vita, un neonato dorme circa 20 ore al giorno: quale momento migliore per realizzare quelle magnifiche foto in cui sogna come un angioletto!

 

QUESTIONE DI POSTURA

Io ritraggo i piccolini sempre in pose naturali. Ciò che appare in foto è l’esatta riproduzione di come il bimbo si muove, si accomoda, si stende. Trascorsi i primi giorni, però, quelle splendide pose protagoniste del servizio fotografico vengono rese impossibili dalle trasformazioni della muscolatura del neonato, che da lì a pochi giorni perde di flessibilità. A quel punto, alcune posizioni diventano assolutamente sconsigliabili da riproporre artificiosamente. Il bimbo assume peso, cresce e si irrigidisce: il che è bellissimo, ma abbiamo perso la possibilità di ritrarlo nelle posizioni tipiche del neonato. Non è un peccato?

 

 

E POI SPUNTA L’ACNE

Mi scuso in anticipo per il pippone scientifico: i bambini appena nati  hanno difficoltà a metabolizzare gli ormoni androgeni trasmessi dalla madre. Infatti, questi stimolano le ghiandole sebacee che, a loro volta, reagiscono creando dei puntini sulla pelle, una sorta di acne che, tranquilli, sparisce nell’arco di breve tempo. Noi però non vogliamo certo che questi foruncoli appaiano nel nostro servizio fotografico, giusto? E allora, la soluzione è anticipare il servizio a prima della loro comparsa!

 

…E LA CROSTA LATTEA

Altro inestetismo è la crosta lattea, un’eruzione cutanea che si manifesta sotto forma di crosticine che ricoprono il derma del bambino. Come con l’acne, esse insorgono entro i primi 4-5 mesi ed il modo perfetto di evitarle è… non darle il tempo di apparire!

 

PER NON PARLARE DELLE COLICHE

Come noterete da voi, i neonati tendono, nei primi giorni di vita, a soffrire di coliche. I fastidiosi crampetti tengono sveglio il piccolino, lo disturbano, gli provocano pianti e disagi. In quelle condizioni, sottoporre il bimbo a un servizio fotografico sarebbe fonte di stress che nessuno di noi ha intenzione di procurargli. Anche qui, considerando che esse possono iniziare a manifestarsi dalla seconda settimana di vita, il segreto è anticipare il servizio!

 

Beh, direi che vi ho offerto diverse argomentazioni per convincervi di quanto sia importante che il servizio fotografico del neonato sia realizzato nei suoi primi giorni di vita. Ne va della qualità delle foto, ma soprattutto della tranquillità del piccolino! Il servizio sarà un ricordo da custodire per sempre ed è giusto che sia realizzato al meglio delle nostre e vostre possibilità!


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